Roberto Marini

STRESS LAVORO CORRELATO: comportamenti antisociali nei luoghi di lavoro

  • Roberto Marini
  • 5 Marzo 2017
  • Approfondimenti e ricerce
Stress lavoro correlato

Il rischio da stress lavoro correlato è potenziale in qualunque contesto lavorativo, proprio dove esistono relazioni esiste un potenziale rischio!

Il fenomeno dello stress, negli ultimi vent’anni, è stato correlato alla presenza di relazioni interpersonali “anomale” nei contesti lavorativi. Queste relazioni disfunzionali sono state indicate come significative cause di disagio soggettivo e successivamente anche di malattia, soprattutto quando i conflitti non sono originati da problemi concreti ma sostenuti da finalità lesive.

È difficile valutare l’estensione di un tale fenomeno.

Gli scopi per i quali si esprime la violenza morale possono essere diversi, in base al numero, ruolo e tipologia degli aggressori. Gli aspetti della vita del soggetto che vengono presi di mira sono la persona, il suo lavoro, il suo ruolo, lo status sociale. Esempi di attacchi alla persona includono apprezzamenti pesanti, divulgati con informazioni distorte e/o inventate su vita familiare e personale, scherzi pesanti o di cattivo gusto, comunque minacciosi, aggressività verbale, talvolta fisica anche di fronte a terzi, richieste non realistiche allo scopo di svalutare le capacità professionali della vittima, attribuzione di compiti rischiosi per la salute e/o umilianti anche per soggetti con disabilità, diffusione di un’immagine della vittima come persona colpevole.

Di tutte queste tipologie di attacchi, chiunque può diventarne vittima!

Quando questi comportamenti persecutori sono continui, il fisico delle vittime manda dei segnali di disagio e il protrarsi dell’esposizione del soggetto a questa situazione porta come conseguenza la comparsa di una alterazione del benessere complessivo e si evidenziano con risposte dell’equilibrio psicologico, fisiologico e comportamentale. Tali risposte, possono diventare veri e propri disturbi, talvolta considerati come transitori di una situazione fortemente stressogena e quindi regredibili una volta che il soggetto non si espone alla fonte di disagio. Tuttavia quando le situazioni di persecuzione permangono, oppure si aggravano i disturbi diventano vere e proprie sindromi, esempio sindrome depressiva, disturbi da ansia, oppure malattie organiche come l’ipertensione, l’ulcera, le cardiopatie…

Ciò detto non dobbiamo dimenticare i costi di tipo umano ed economico di tali situazioni, per il soggetto, per l’azienda e la società nel suo complesso. A causa delle malattie vi possono essere assenze e stati di disoccupazione. Perdita di professionalità e produttività per le aziende. Aumento dello stress percepito nei contesti organizzativi. Incidenza negativa nelle relazioni familiari. Aumento dei costi sociali per l’assistenza, invalidità e disoccupazione.

La European Foundation for the Improvement of Living and Working Condition, in 2500 interviste svolte sui lavoratori della Comunità ha mostrato come l’assenteismo salga al 34% in situazioni di mobbing contro il 23% in contesti organizzativi che ne sono esenti.

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Mi chiamo Roberto Marini e sono uno psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi del Veneto. Lavoro come consulente di aziende, organizzazioni e persone nell’ambito della psicologia del lavoro e dell’organizzazione aziendale.

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